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Natale (Italian)

  • December 14, 2020

Natale

Trascrizione editata di un Video
su YouTube presentato da
Kenneth Wapnick, Ph.D.

Oggi parleremo del Natale dal momento che siamo in quella stagione. Innanzitutto Buone feste a tutti coloro che lo stanno guardando. E quello che renderà questa una festa particolarmente felice è guardare il Natale in modo differente.

È chiaro che l’origine del Natale è la celebrazione della nascita di Gesù, e così si suppone che il Natale abbia realmente tutto a che fare con Gesù. Sappiamo tutti, ovviamente, che questo non è il modo in cui avviene nel mondo dove il Natale oggi è diventato una grande festa commerciale anziché un evento religioso o spirituale. Ma un altro modo di guardare il Natale, e tuttavia mantenere l’idea che abbia a che fare con Gesù, è di non considerare Gesù come un personaggio storico, non tornare ai miti dei vangeli e non costruire un’intera serie di leggende in merito per poi adorare e celebrare quella che sembra la piccola nascita di Gesù a Betlemme, eccetera. Piuttosto, è il fare sì che abbia a che fare con Gesù nei termini di guardare il mondo non solo nella stagione Natalizia, ma guardare il mondo come lo vede lui e non come lo vediamo noi.

In un messaggio a cui spesso faccio riferimento nei miei insegnamenti, quando Helen chiese a Gesù cosa avrebbe dovuto dire a qualcuno che aveva bisogno di aiuto, la risposta che ricevette da Gesù fu: “Non chiedermi cosa dovresti dire”. In altre parole, “Non chiedermi quale dovrebbe essere il tuo comportamento. Chiedimi piuttosto aiuto nel guardare questa persona attraverso gli occhi della pace e non del giudizio”. Questo sarebbe il significato di fare in modo che tutto abbia a che fare con lui, chiedendo il suo aiuto così da guardare la situazione, un evento, un’esperienza e una relazione nel modo in cui lo farebbe lui, guardare attraverso gli occhi della pace e non del giudizio.

Quando guardiamo una situazione o una relazione attraverso gli occhi del giudizio, stiamo solo guardandola attraverso le lenti del nostro bisogno. Questa situazione come potrebbe essere maggiormente utile a me o alle persone con cui mi identifico? Questa relazione come potrebbe servire meglio i miei bisogni speciali? In che modo questa circostanza potrebbe essere usata per sentirmi meglio o star meglio con me stesso, sentirmi meglio in relazione alle altre persone? In altre parole, in che modo potrei far funzionare questa cosa per me così da essere felice e in pace – non felice e in pace con la pace di Dio, che sarebbe un’esperienza che abbraccerebbe ogni persona in ogni momento e in ogni circostanza – ma felice e in pace per come lo definisce il mondo, vale a dire soddisfare i miei bisogni?

Guardare una situazione o una relazione con gli occhi della pace come Gesù chiedeva a Helen di fare, significa che la guardo attraverso la sua pace che, di nuovo, è una pace che abbraccia tutti in ogni momento senza eccezioni. Questo è il significato che avrebbe questa stagione facendo sì che le tue relazioni, ogni giorno, abbiano a che fare con lui, non il Gesù dell’apparente storia, non il Gesù della Bibbia, ma il Gesù che è una presenza, un simbolo di amore nella tua mente che è un amore non di questo mondo, un amore che è esterno alla versione di amore dell’ego che è amore speciale. È rivolgersi a lui per avere aiuto e dire, non come fanno molto cristiani, cosa farebbe Gesù? Ma come penserebbe Gesù? Come guarderebbe questa situazione Gesù?

Se lo facessi tutte le volte in cui sei tentato di indulgere nella tua specialezza per giustificare la tua rabbia, per giustificare il motivo per cui sei giustificato nel sentirti disperato nel tuo destino nella vita, e dici che, beh come guarderebbe questa cosa Gesù? Come mi vedrebbe? Come vedrebbe quella persona? Allora tutto verrebbe capovolto o fondamentalmente messo nella giusta prospettiva perché ora ti renderesti conto che tutto qui è un'opportunità per tornare dentro e scegliere di nuovo.

Così far sì che questa stagione Natalizia abbia a che fare con Gesù significa guardare attraverso gli occhi della sua visione anziché con il giudizio dell’ego. È guardare con i suoi occhi qualcuno e chiunque e rendersi conto di come tu sia la stessa cosa di chiunque altro.

Il giudizio differenzia, il che significa che il giudizio attacca. La visione unisce e vede tutti come la stessa cosa. Ecco come Gesù vede tutti noi. Siamo la stessa cosa che lui è, proprio come insegnava all’inizio del testo che lui non è differente da noi in alcun modo se non nel tempo, e il tempo non esiste.

Come fratello maggiore, lo scopo di Gesù è insegnare a noi, suoi fratelli e sorelle più giovani, come crescere ed essere come lui, come guardare il mondo non con le lenti dei nostri bisogni, esigendo che l’esistenza degli altri serva solo a soddisfare i nostri bisogni. Piuttosto vedere ogni situazione come un incontro santo, ogni relazione come un incontro santo come afferma il testo, così potremmo ricordare che siamo tutti la stessa cosa.

Ricordando che siamo tutti la stessa cosa, avendo Gesù come nostro insegnante e nostra guida, ci sveglieremo da questo sogno di differenziazione, separazione e specialezza, per giungere all’unità del Figlio di Dio come è stato creato in Cielo. Ma per farlo dobbiamo prima vedere tutti come la stessa cosa, dobbiamo rivolgerci all’insegnante dell’identicità. Dobbiamo far sì che questa stagione riguardi Gesù, il che farebbe sì che la nostra vita intera, da questo momento in poi, abbia a che fare con lui e con la sua meravigliosa visione di vedere tutti come la stessa cosa. Buon Natale!