La metafisica della separazione e il perdono

Estratto da un seminario tenuto presso la
Foundation for A Course in Miracles
 Roscoe NY

Kenneth Wapnick, Ph.D.

Parte II

Siamo a questo punto della storia: l’ego ha inventato la sua favola di peccato, colpa e paura con lo scopo specifico di mantenere il Figlio di Dio lontano dallo Spirito Santo. Questa è la cosa centrale da comprendere, perché questa motivazione aiuterà spiegare tutto ciò che accade da questo momento in poi. Un altro punto da chiarire qui – sul quale tornerò in seguito – è che l’ego non ha in realtà paura dello Spirito Santo. L’ego non conosce lo Spirito Santo. Non c’è modo che un pensiero di separazione possa comprendere un pensiero di unità. Non c’è modo che un pensiero di gelosia, competizione, giudizio e odio – tutto quello che è dell’ego – possa mai comprendere un pensiero di amore. L’ego ha paura e comprende effettivamente che c’è un potere più grande di lui. Quel potere è il potere di scelta della mente del Figlio. La reale paura dell’ego non è nei confronti dell’Amore di Dio, perché non conosce l'Amore di Dio. La sua reale paura è nei confronti del decision maker. La sua reale paura è che il Figlio cambi mente, voltando le spalle all’ego e rivolgendosi nuovamente allo Spirito Santo. Perché a quel punto l’ego scompare.

È estremamente importante comprendere che l’obiettivo dell’ego non è in realtà sotterrare lo Spirito Santo, ma sotterrare la mente del Figlio, perché è la mente in realtà la grande minaccia. La mente del Figlio può scegliere contro l’ego, può scegliere l’Amore di Dio, cosa che significa la fine dell’ego.

Se l’ego può in qualche modo rendere il Figlio senza mente, allora l’ego è fuori pericolo e non deve mai più preoccuparsi di Dio o dello Spirito Santo, in qualsiasi modo li concepisca. La reale paura dell’ego, di nuovo, sta nel potere di scelta della mente del Figlio. Ora vedremo come l’ego, per raggiungere il suo obiettivo finale, porti ulteriormente avanti il suo piano di pochi passi, rendendo il Figlio senza mente così che il Figlio non cambi mai più mente e resti per sempre pienamente identificato con l’ego. Quando il Figlio di Dio sceglie l’ego e volta le spalle allo Spirito Santo, non solo sceglie il sistema di pensiero dell’ego, ma diventa il sistema di pensiero dell’ego. Questo è estremamente importante.

Nel momento in cui il Figlio di Dio diventa identificato con il sistema di pensiero egoico di peccato, colpa e paura, identifica se stesso con un peccatore, colpevole e pieno di paura. Il libro degli esercizi dice ad un certo punto “Tu pensi di essere la dimora del male, dell’oscurità e del peccato” (L.pI.93.1:1). Tutti noi lo crediamo, perché ascoltiamo la voce dell’ego. Di nuovo: non solo crediamo in un sistema di pensiero di peccato, colpa e paura; ma diventiamo quel sistema di pensiero ed esso diventa il nostro sé. E l’ego vuole che noi non si rompa mai questa associazione e questa identificazione. Il Figlio potrebbe romperla solo dicendo: “Sai, c’è qualcosa di sbagliato a proposito di quello che ho scelto. Voglio fare un’altra scelta”. Questo è ciò di cui l’ego ha paura.

Così l’ego porta il suo piano un ulteriore passo avanti. Ha già fatto in modo che il Figlio abbia paura dello Spirito Santo, credendo che ci sia un luogo nella sua mente che rappresenti l’annichilimento e colpisca con terrore il suo cuore. E quel luogo è là dove dimora lo Spirito Santo. Ora dunque, in virtù della sua storia di peccato, colpa e paura – grazie alla quale ha preso due piccioni con una fava – l’ego ha convinto il Figlio che la sua mente ora è un campo di battaglia dove è in guerra con suo Padre e con lo Spirito Santo.

Messo sotto pressione dall’ego, il Figlio ha così voltato le spalle allo Spirito Santo e si è identificato con l’ego (cosa rappresentata nello schema dalla linea scura che separa l’ego dallo Spirito Santo). Così ora il Figlio non non è nemmeno a conoscenza dello Spirito Santo. L’Amore di Dio è ribaltato nel suo opposto, con il Figlio che crede di essere in guerra con Dio e in pericolo mortale.

C’è un passaggio molto importante nel manuale che parla di questa follia e la descrive con le parole “uccidi o sarai ucciso” (M-17.7:11). Quello diventa il principio che regna nella mente del Figlio di Dio. Se il Figlio rimane all’interno di questo campo di battaglia, l'alternativa è o lui o Dio. E ovviamente, non gli restano molte possibilità perché è Dio Colui di Cui stiamo parlando, questa “bestia” folle e furiosa Che è stata ferita da questo gracile, piccolo nulla che ha rubato il tesoro di Dio, il Suo potere. Possiamo vedere l’arroganza del sistema di pensiero dell’ego nel credere a tutto ciò. Ma questo è quanto ci dicono peccato, colpa e paura: Dio è su tutte le furie e se riesce a prendere il Figlio, il che è inevitabile, per il Figlio è finita. Questa è la follia del sistema dell’ego. Tutto questo è descritto in termini più raffinati nella sezione “Le leggi del caos” nel capitolo 23 del testo.

Con un terrore tremendo nel suo cuore Il Figlio di Dio (che di fatto non è più realmente separato dall’ego) ora dice all’ego:

“Aiuto! Ho bisogno di una difesa. Ho bisogno di qualcosa che mi protegga dall’ira e dalla vendetta di Dio, che significa per me morte certa. Ho bisogno di una difesa da questo Dio dissennato Che so essere nella mia mente, perché la mia colpa mi dice che devo essere punito per aver peccato contro di Lui. Ho peccato contro di Lui perché credo che la separazione da Dio sia reale, sia effettivamente avvenuta e stia per avere delle conseguenze terribili.”

Sotterrato nella mente del Figlio c’è il semplice principio di Espiazione dello Spirito Santo che dice che non è successo niente. Un altro modo per dirlo è affermare che la separazione è semplicemente un sogno sciocco, senza conseguenze, senza alcun effetto: non è successo niente. In una deliziosa frase del testo Gesù dice che “non una sola nota è stata persa del canto del Cielo” (T.26.V.5:4). Ecco perché è una “minuscola, folle idea”. Dio non ne è nemmeno a conoscenza. Non è successo nulla. Ma il pensiero di correzione dello Spirito Santo è rimasto sepolto nelle nostre menti, e al suo posto abbiamo il sistema di pensiero dell’ego fatto di peccato, colpa e paura che inevitabilmente conduce al bisogno di una difesa. Il Figlio di Dio ha bisogno di qualcosa con cui proteggersi dall’ira di Dio. E nessuna difesa funzionerà fintanto che egli rimane sul campo di battaglia. È totalmente senza armi e senza equipaggiamento. Non ha alcuna possibilità.

Pertanto l’ego gli dice: “Ho un altro piano, che è assolutamente meraviglioso. È a prova di Dio, e non c’è modo che possa fallire: lasceremo il campo di battaglia e faremo un nascondiglio. Ti garantisco che Dio non ci troverà mai e poi mai”. E così il Figlio di Dio, ovviamente traboccante di gioia, dice: “Quando partiamo? I bagagli sono pronti. Andiamo”. L’ego e il Figlio si uniscono di nuovo, fondendosi e diventando uno. Lasciano il campo di battaglia per un nascondiglio dove Dio non li troverà mai. L’ego dice al Figlio: “Lo Spirito Santo esiste solo nella tua mente e così, se lasciamo la mente, siamo fuori pericolo”. Psicologicamente il termine che usiamo per denotare il processo di prendere qualcosa dall'interno della mente per porlo al suo esterno è proiezione. Questo qualcosa è l’ego, che non è niente altro che il pensiero di separazione fuso con il Figlio di Dio. Questo pensiero, questo sé, viene posto fuori dalla mente dando immancabilmente origine a un mondo di separazione. E questa è la spiegazione che il Corso dà in merito a come sia giunto ad esistere l’intero mondo fisico.

Quando Gesù nel Corso parla del mondo – il mondo della percezione, il mondo della forma, il mondo della separazione - parla dell’intero universo fisico e non solo del pianeta Terra, o delle nostre città, o dei nostri corpi. Parla dell’intero universo: il cosmo e tutte le galassie di cui non siamo neppure consapevoli. Tutto questo è il mondo della separazione.

Così il mondo è un nascondiglio nel quale l’ego, insieme con il Figlio di Dio, si è collocato o trasportato. Come afferma il Corso verso la fine del libro degli esercizi, “Questo mondo è stato fatto come un attacco a Dio … [esso] è stato inteso come un luogo dove Dio non potesse entrare” (L.pII.3.2:1,4).

Una volta che l’ego ha fatto il mondo per nascondersi, fa altre due cose per coronare il suo risultato. Tieni in mente che lo scopo dell’ego è molto, molto semplice: vuole rendere il Figlio di Dio senza mente. La paura dell’ego, di nuovo, è che se mai il Figlio di Dio ricordasse di avere una mente che può scegliere, riconoscerebbe di aver scelto in modo sbagliato. Si renderebbe conto che l’ego in realtà è chi sta dicendo una bugia, mentre lo Spirito Santo sta dicendo la verità. E allora il Figlio cambierebbe sicuramente la propria mente.

Siccome il suo scopo è renderci senza mente così che noi non si possa cambiare mente, l’ego fa il mondo nel quale ci nascondiamo. E poi, come ho appena detto, fa ancora due cose per assicurarsi che il Figlio di Dio – almeno all’interno del sistema dell’ego – resti per sempre senza mente. Per prima cosa, una volta che l’ego ha proiettato se stesso dalla mente – vale a dire una volta che il pensiero di separazione è posto al di fuori della mente, cosa che ha come risultato un mondo di separazione – l’ego fa cadere un velo nella mente del Figlio affinché dimentichi da dove è venuto il mondo. Possiamo chiamarlo velo dell’oblio, che fondamentalmente è la dinamica di negazione o repressione. Il Figlio di Dio nega quanto accaduto – se ne dimentica. Dimentica che tutto questo ha avuto inizio nella sua mente dove aveva due scelte: ascoltare la voce dell’ego o la Voce dello Spirito Santo. Dimentica di aver scelto di ascoltare l’ego, di seguire tutto ciò che l’ego ha detto e di essere finito nel mondo per terrore. Ha avuto paura che Dio lo avrebbe distrutto se fosse rimasto all’interno della sua mente.

Così il velo della negazione provoca nel Figlio di Dio la dimenticanza. Poi – e questo è il coronamento finale dell’ego – l’ego fa il corpo. L’ego dice al Figlio di Dio: “La tua casa non è la tua mente. La tua casa è il tuo corpo”. E l’ego fa il cervello, che diventa il computer del corpo. (Sembra che il cervello governi il nostro funzionamento nel mondo). Il Figlio di Dio si ritrova in un corpo, dimentica da dove è venuto, pensa di essere stato fatto da altri corpi, pensa di essere venuto in un mondo che esisteva prima di lui e non ha assolutamente alcun ricordo di ciò di cui abbiamo parlato.  Non ha assolutamente alcun ricordo di queste due alternative nella sua mente: del principio di Espiazione dello Spirito Santo o della storia di peccato, colpa e paura dell’ego. Non ha alcuna idea di avere una scelta. Tutto ciò che sa è che è in un corpo. Non ricorda che il corpo nel quale si trova non è altro che una proiezione. È un corpo che crede nel peccato, nella colpa e nella paura, l’esperienza di base di chiunque nel mondo. Crediamo di essere separati e di essere terribili peccatori. Non abbiamo bisogno che la Chiesa Cattolica Romana o la Chiesa Protestante o la fede Ebraica o chiunque altro ci dica che siamo peccatori, perché portiamo quel pensiero dentro di noi. Ci sentiamo tutti schiacciati dalla colpa e dall’odio per noi stessi, e abbiamo tutti paura di essere puniti a causa dei nostri peccati.

Questi pensieri e questi sentimenti non sono il risultato di ciò che pensiamo avvenga nelle nostre vite qui. Al contrario, abbiamo semplicemente trapiantato nel mondo e nella nostra esperienza individuale ciò che c’è nella mente dell’ego. È un po’ come sedersi in una sala cinematografica. Tutto ciò che avviene sullo schermo di fronte a noi e che sembra molto reale, con il potere di far emergere molte reazioni, sia positive che negative, non è niente altro che la proiezione di ciò che si trova sulla pellicola che scorre tramite il proiettore nella sala di proiezione. È impossibile che ci sia qualsiasi cosa nella pellicola che non appaia sullo schermo. Ed è impossibile che ci sia qualsiasi cosa sullo schermo che non venga dalla pellicola.

Questo corrisponde esattamente a ciò che sto descrivendo qui. Come il Corso ci dice ripetutamente, non c’è nulla fuori di noi. È impossibile che qualsiasi cosa proviamo qui non venga dalla nostra mente. Il problema tuttavia è che non sappiamo nulla della mente, perché apparentemente il velo dell'oblio ce ne ha impedito l'accesso per sempre.

Tutto ciò che sappiamo è che qui nei nostri corpi ci sentiamo malissimo.  Passiamo anni in analisi o psicoterapia, mentre il terapeuta ci dice che siamo il prodotto di tutte le cose terribili che ci sono accadute da bambini. È ovvio che siamo turbati!  Guarda tutte le cose terribili che ci accadono da adulti. Tutti i modi in cui spieghiamo le nostre contrarietà si basano sul peccato, sulla colpa e sulla paura che crediamo si presentino nei nostri corpi o cervelli. Quando gli psicologi parlano della mente, non parlano di questa mente. Parlano del cervello.

. . . . . . . . . .

Il Corso ci dice che non siamo turbati a causa di ciò che ci sta accadendo col corpo. Siamo turbati perché scegliamo l’ego invece dello Spirito Santo. La nostra identificazione con il corpo, dunque, è fondamentalmente la fine della storia dell’ego e del suo complotto. L’ego ha raggiunto il suo scopo rendendoci senza mente, perché d'ora in poi facciamo esperienza di ogni tipo di problema, sia a livello individuale che a livello collettivo o sociale. E tutti i nostri problemi sono focalizzati sul corpo, in un modo o nell’altro, psicologicamente o fisicamente. Quando parliamo del corpo, questo include il nostro sé fisico come pure la nostra personalità, il nostro sé psicologico.

Entrambi sono ciò che il Corso intende con “corpo”. Dal momento che sperimentiamo tutti i nostri problemi qui nel mondo e nel corpo, è qui che cerchiamo soluzioni o risposte. Sembra non ci sia nessun altro posto in cui cercare. Noi non sappiamo nulla della mente a causa del velo dell’oblio (vedi schema).

Una mattina, mentre si svegliava, Helen sentì che stava dicendo a se stessa: “non sottovalutare mai il potere della negazione”. Questo poi nel Corso è diventato: “non sottovalutare il potere che deriva dal fatto che l’ego crede in essa [la colpa]” (T-5.V.2:11). Questo velo dell’oblio è la più potente e la più primitiva di tutte le nostre difese e funziona perfettamente. Se non sono consapevole di avere una mente, come potrei mai cambiarla? Questo è lo scopo del mondo: distoglierci da dove si trova realmente il problema. Un altro termine che potremmo usare per descrivere il mondo è che è uno strumento di distrazione.

Vi ritorneremo in seguito, ma ora – per completare questo quadro d’insieme – dirò che il miracolo semplicemente capovolge ciò che l’ego ha fatto.

Ecco perché è estremamente importante non confondere il significato che il Corso dà al miracolo con qualsiasi cosa esterna. Il miracolo semplicemente prende la nostra attenzione, che si è allontanata dalla mente per andarsi a rifugiare nel corpo, e la riporta al decision maker.

Così il miracolo semplicemente ci ricorda che abbiamo effettivamente una scelta. Il miracolo afferma che il mio problema non è fuori di me nel corpo, non è ciò che il mondo mi sta facendo, non è ciò che il corpo mi sta facendo, non è quello che la mia famiglia mi ha fatto. Il mio problema è ciò che io mi sono fatto. Il solo errore che tutti abbiamo compiuto come unico Figlio, proprio all’inizio, è lo stesso errore che facciamo in ogni momento, in continuazione. Semplicemente abbiamo compiuto la scelta sbagliata. Abbiamo lasciato andare la mano dello Spirito Santo ed abbiamo preso la mano dell’ego. Il miracolo semplicemente ci riporta alla nostra mente, così da poter compiere un’altra scelta.

Una definizione estremamente importante del miracolo è che “il miracolo è il primo passo nel restituire alla causa la funzione causativa” (T-28.II.9:3). La causa è la mente, il mondo è l’effetto. L’ego ci dice che il mondo causa la nostra angoscia. In realtà il mondo è semplicemente l’effetto di una decisione presa nella nostra mente, che è la causa. Il miracolo ripristina alla mente, ripristina alla causa, la sua funzione di essere l’agente causativo. Una volta che so di avere una scelta – lo scopo basilare e primario del Corso è aiutarci a saperlo – posso scegliere tra il sistema di pensiero del mio ego con la sua valutazione di me, e il sistema di pensiero dello Spirito Santo con la Sua valutazione di me. Questo è un modo molto semplice di comprendere di cosa tratta il Corso: è semplicemente un modo per ricordarci che abbiamo effettivamente una scelta.

Faccio un’anteprima di qualcosa che discuterò in seguito: il ruolo di Gesù o dello Spirito Santo è di essere quel luogo dentro la nostra mente, quel raggio di luce, quel faro che semplicemente fa splendere la sua presenza come costante promemoria. Come un faro segnala la sua presenza alle navi che si sono perse o sono intrappolate, il Loro ruolo è ricordarci che abbiamo veramente un’altra scelta. Ecco perché Gesù afferma ripetutamente nel Corso “Scegli di nuovo”.